STEFANO PEDONE è Nato il 6 Marzo 1978 a Sogliano Cavour, sin da bambino impasta arte "sporcando" i fogli di colori.

Inizia gli studi artistici nell'Istituto Statale d'Arte "G. Toma" di Galatina e in quegli anni incontra, colui che sarà il suo maestro, Giovanni Russo, da lui apprende l'esperienza, la tecnica, la progettualità, il meraviglioso mondo di fare ed essere arte.

Ammira le opere ed il pensiero di Pablo Picasso, facendone imprinting del suo percorso interiore artistico, che diviene sintesi delle correnti principali del '900 attraverso la fusione di Cubismo, Espressionismo e Surrealismo Metafisico.

Stefano scompone l'oggetto, lo eviscera fino a sentirlo nella sua purezza sporca, attraversandolo fino a trascenderne la realtà, che egli stesso frammenta per un desiderio di rottura degli schemi e dei pregiudizi che rappresentano per lui il malcostume della verità.

Dipinge il suo mondo onirico liberandolo dalle convenzioni sociali nella sua modalità anticonformista ed irriverente, alienandosi nel suo desiderio come transito nella propria forza interiore.

Il denso vissuto doloroso di Stefano si nobilita trasformandosi nella bellezza del suo fare arte, in quello "sporcare le tele" come modalità espressiva di denuncia che rompe e riempie il silenzio di un vuoto interiore, un urlo silente dal sapore di Donna , che spoglia e scompone nell'ossessione voluttuosa di amarla, sporcarla, farla sua come la sua idea, nella sublimazione liberatoria dei suoi veli, quasi dissacrandola nella sua divina purezza espressa in tutto il suo essere come invito al recupero del valore autentico dell'essere umano , appunto senza veli e senza stereotipi bigotti.

Comincia con le sue prime esposizioni nel 2019 , ottenendo riconoscimenti anche fuori regione per le interessanti tematiche affrontate nel suo percorso artistico, ed il suo modo di vedere il mondo "oltrereale".

Due noti aforismi picassiani diventano il suo modo di abitare l'arte "Tutto ciò che puoi immaginare è reale" attraverso la fusione cromatica diretta sulla tela, dove "L'arte è una bugia che ci permette di giungere alla verità" solo attraverso inversione del comune equilibrio delle cose. II Caos come genesi di nuovi orizzonti originari, come un azzardo in quella dimensione oscura presente in ognuno di noi.
(Recensione a cura della Dott.ssa Sonia Fanuli).